Storia di una Dimora

Su un terrazzo che guarda il Bradano, si conserva il grande edificio fortificato eretto da Roberto, Conte di Montescaglioso intorno al 1070. La roccaforte domina un antico guado sul fiume Bradano a servizio di un percorso costiero.

L’edificio è stato costruito sul sito di un insediamento greco ed utilizzando materiale di spoglio proveniente da Metaponto. La particolare e fortunata posizione geografica ha favorito nell’area forme insediative stabili sin dall’età eneolitica periodo a cui risale una necropoli datata solo in parte. Ad età greca è verosimile attribuire l’impianto di una fattoria come suggerisce il ritrovamento di alcune tombe, caratterizzate da ricchi corredi databili tra fine VI e IV secolo a.C. Il dato è completato dal ritrovamento di un antico canale di bonifica (Canale Appio) inserito nella maglia dilimites che dall’interno attraversano il territorio della città greca di Metaponto per raggiungere la costa. All’età altomedievale sono invece da riferire due contesti funerari rinvenuti occasionalmente nell’area prossima alla collina e caratterizzati dalla presenza di un’anforetta a bande larghe e di alcuni oggetti di abbigliamento che permettono di datare le sepolture al VI- VII secolo d.C. L’occupazione del terrazzo acquista particolare importanza in età medievale quando nel secolo XI Roberto Maccabeo, nipote di Roberto Guiscardo, erige un insediamento fortificato denominato “Castrum Sancti Salvatoris De Marina”.

Nel 1099 il complesso viene donato all’Abbazia benedettina di San Michele Arcangelo di Montescaglioso e da questa tenuta come feudo fino agli inizi del XVII secolo. Tra gli ultimi documenti che menzionano il castrum di San Salvatore, annoverato tra gli insediamenti spopolati e abbandonati, si segnala una carta del 1488 con la quale Federico d’Aragona confermava i beni concessi al monastero di Montescaglioso. Il complesso ha subito nel corso dei secoli numerosi interventi di trasformazione ed ampliamento che ne hanno in parte alterato i caratteri architettonici originari.

Alla metà del XVI inizi del XVII secolo si datano i primi interventi, condotti dai monaci dell’abbazia di Montescaglioso, a cui hanno fatto seguito altre ristrutturazioni con conseguente trasformazione del complesso fortificato prima in masseria (complesso rurale a carattere latifondistico) appartenuto alla Famiglia Lacava e poi, in azienda agricola biologica ed oasi naturalistica di eccellenza in anni recenti.

Della struttura originaria dell’insediamento medievale, si conservano alcuni tratti del muro di cinta e la torre in cui si apre il portale di accesso al complesso oggi visibile nella sua veste cinquecentesca.
All’interno gli spazi abitativi e di uso erano organizzati su due piani. La chiesa, intitolata al Salvatore, è ad aula unica coperta da volta a botte lunettata risalente alle ristrutturazioni degli inizi del XVII secolo.

Altre pertinenze e strutture dell’insediamento sono con molta probabilità da identificarsi in un gruppo di edifici posti a breve distanza, esterni alla cinta muraria del complesso medievale, ed attualmente ristrutturati ed adibiti ad uffici dell’azienda agricola.

In accordo con le fonti scritte, i dati archeologici collocano la fase finale di vita del sito nel tardo Medioevo inserendo l’insediamento nel panorama dei deserted villages che caratterizzano l’Italia meridionale, ed il territorio metapontino, tra la fine del XIV e il XV secolo. Il complesso masserizio odierno è formato da più corpi di fabbrica organizzati intorno ad un vasto cortile con al centro un pozzo.

L’ingresso è munito di una torre difesa da una caditoia. In prossimità dell’ingresso si trova la chiesa formata da un’unica navata. Nei seminterrati si aprono vaste cantine e sotto un arco si è conservato lo stemma dell’Abbazia con inscritta la data 1636 riferita all’epoca di restauro del complesso.